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Panorama IICinemaRio presenta ‘Piccolo Corpo’, di Laura Samani

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Nel 1900, in Friuli, un bambino morto prima del battesimo non aveva diritto a un nome né a una sepoltura in terra consacrata. La sua anima finiva nel limbo, una zona grigia dell’aldilà riservata a ciò che non trovava posto nell’ordine della salvezza. Per Agata, madre che ha appena perso la figlia al parto, questa non è teologia. È una condanna.

Le dicono che esiste un santuario tra le montagne, oltre il confine, dove i neonati mai vissuti riprendono fiato per il tempo di un battesimo. Un solo respiro, e l’anima riceve il suo nome. Agata avvolge il corpo della bambina e si mette in viaggio. Attraversa le paludi basse del confine friulano e i boschi dove i sentieri non hanno cartina. La nebbia che all’alba si posa sull’acqua ferma le entra nelle ossa. Le si affianca Lince, creatura sfuggente che vive ai margini, tra i contrabbandieri e chi ha imparato a non farsi trovare. Tra loro non nasce un’alleanza. Nasce qualcosa di più fragile e più tenace, che il film lascia senza nome perché non ne ha bisogno.

Piccolo Corpo, sesto appuntamento della seconda edizione del Panorama IICinemaRio, vale soprattutto per quello che trattiene. Il dolore di Agata non viene mai dichiarato. Sta nella schiena curva e nel modo in cui tiene stretto il fagotto contro il petto. Nei momenti in cui si ferma e guarda il cielo senza dire niente. Laura Samani lavora per sottrazione: pochi dialoghi, lunghi silenzi, gesti osservati senza spiegazione. Le sue inquadrature mostrano quanto sia grande la montagna rispetto a chi la sale. La fede di Agata non viene discussa né messa in dubbio. Semplicemente c’è, come la pioggia, come il freddo. E quando il film finisce, ci si accorge di aver trattenuto il fiato dall’inizio alla fine.

 

Laura Samani

Laura Samani è nata a Trieste nel 1989, città di frontiera per vocazione, dove il mare Adriatico si apre verso le lingue e le storie dell’Europa centrale. Crescere in un luogo del genere significa imparare presto che le identità non si dichiarano, si portano addosso, e che le storie più resistenti vengono sempre dai margini.

Si è formata alla regia al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, dove ha sviluppato un metodo fondato sul lavoro con attori non professionisti e sull’uso delle lingue locali come materia viva. Il cortometraggio La Santa che Dorme (2016), selezionato al Festival di Cannes, ha anticipato i temi che sarebbero diventati il centro del suo cinema: la fede popolare e il corpo femminile come territorio narrativo.

Piccolo Corpo (2021) è il suo primo lungometraggio. Ambientato nel Friuli di inizio Novecento, racconta il viaggio di una madre attraverso una terra di confine per dare un nome alla figlia morta prima del battesimo. Presentato alla Semaine de la Critique del Festival di Cannes nel 2021, ha vinto il David di Donatello come miglior regista esordiente e ha stabilito Samani tra le voci più originali del cinema italiano contemporaneo. Continua a lavorare su storie che nascono da un Nord-Est dove le tradizioni resistono e le lingue si stanno perdendo.

 


 

Realizzazione:

Istituto Italiano di Cultura di Rio de Janeiro

ItalCam

Associazione Il Sorpasso

 

Collaborazione:

Belas Artes a La Carte

Risi Film Brasil

 


 

Panorama IICinemaRio presenta ‘Piccolo Corpo’, di Laura Samani

 

Data: 9 giugno 2026

Orario: 18:00

Luogo: IIC Rio de Janeiro – Av. Pres. Antônio Carlos, 40 / 4º piano – Centro, Rio de Janeiro (RJ)

Ingresso: Gratuito. Per partecipare, iscriviti online su Sympla