Ci sono musiche nate per il cinema che, a un certo punto, smettono di appartenere soltanto alle immagini. È il caso di molte pagine di Ennio Morricone e Nino Rota, entrate nella memoria collettiva ben oltre i film per cui furono scritte. Anima Mediterranea. Musiche, Sogni ed Emozioni parte da questa autonomia della musica e la mette alla prova in una forma essenziale: Calogero Giallanza al flauto e Massimo Salvatore al pianoforte.
Il programma attraversa alcuni dei temi più riconoscibili di Morricone, da Giù la Testa e C’era una volta il West a Nuovo Cinema Paradiso, fino a Playing Love da La Leggenda del Pianista sull’Oceano. Il percorso arriva poi a Mission, con Gabriel’s Oboe, The Mission e On Earth as It Is in Heaven. A Nino Rota appartengono invece Romeo e Giulietta e Parla più Piano.
La scelta del duo cambia il modo di ascoltare queste musiche. Senza orchestra e senza immagini, resta esposta la loro struttura. Il flauto porta in primo piano la linea melodica, mentre il pianoforte ne ricostruisce armonie e profondità con mezzi molto più ridotti. È proprio questa sottrazione a dare interesse al concerto: temi conosciuti tornano familiari, ma perdono la cornice originaria e acquistano un altro peso.
Il titolo Anima Mediterranea trova una dimensione più ampia nella Suite Greca di Luca Mereu, articolata fra Tsifteteli, Hassapiko, Kalamatianos e Ballos, e in Il Canto del Vento, composizione originale dello stesso Giallanza. Il Mediterraneo entra così nel programma come materia musicale concreta e sposta progressivamente il concerto oltre il repertorio cinematografico. Morricone e Rota restano il centro riconoscibile del percorso, ma intorno a loro si costruisce un paesaggio più largo.
Quelle melodie arrivano senza schermo: due strumenti e immagini che continuano a riaffiorare anche quando il cinema non c’è più.
Calogero Giallanza
Calogero Giallanza nasce a Naso, in provincia di Messina, e si diploma al Conservatorio Santa Cecilia di Roma. La sua attività concertistica si sviluppa in Europa, nelle Americhe, in Medio Oriente e in Asia, con presenze che vanno dal Palazzo del Quirinale al RioHarp Festival.
Accanto al lavoro di interprete sviluppa quello di compositore e direttore artistico. È fondatore dello Shuluq Ensemble e ha inciso, fra gli altri, Mediterranea, Thalassa e The Dream of Ibn Hamdìs. Il Mediterraneo emerge così come uno dei territori ricorrenti della sua ricerca musicale.
Nel 2013 è stato nominato Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e nel 2019 Ufficiale. In Anima Mediterranea il suo doppio ruolo emerge con chiarezza: interpreta Morricone e Rota, poi entra direttamente nel programma con Il Canto del Vento. A quel punto la voce del flauto appartiene alla sua scrittura.
Massimo Salvatore
Massimo Salvatore nasce a Termoli e si diploma con il massimo dei voti al Conservatorio Lorenzo Perosi di Campobasso. Alla formazione pianistica affianca studi di direzione d’orchestra e improvvisazione, quindi approfondisce la musica per il cinema presso l’Accademia Griffith di Roma.
La sua attività si sviluppa tra esperienze solistiche e musica d’insieme. Nel suo percorso figurano il Roma Gospel Festival e il Festival Teatro Romano di Ostia Antica, oltre al Rapperswil Blues’n’Jazz Festival. Nel 2017 la sua partitura Venezia è stata premiata al Festival Contaminazioni.
La familiarità con la scrittura cinematografica assume qui un valore preciso. Il pianoforte sostiene musiche pensate spesso per grandi organici senza cercare di riprodurne artificialmente il volume. Salvatore lavora sulla struttura e sulla risonanza, lasciando al flauto lo spazio della melodia. L’orchestra resta fuori scena, ma la sua presenza continua a farsi sentire fra i due strumenti.
Realizzazione:
Istituto Italiano di Cultura di Rio de Janeiro
Anima Mediterranea. Musiche, Sogni ed Emozioni per Flauto e Pianoforte
Data: 26 ottobre 2026
Orario: 19:00
Luogo: IIC Rio de Janeiro – Av. Pres. Antônio Carlos, 40 / 4º piano – Centro, Rio de Janeiro (RJ)
Ingresso: Gratuito. Per partecipare, iscriviti online su Sympla