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A Descoberta das Américas: Dario Fo in scena con Julio Adrião

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La conquista delle Americhe è stata raccontata per secoli attraverso le imprese dei navigatori e dei conquistatori. Dario Fo scelse un’altra prospettiva. Affidò la storia a un uomo comune, coinvolto suo malgrado in avvenimenti che superano la sua capacità di comprenderli. Da questa scelta nacque Johan Padan a la Descoverta de le Americhe, opera dei primi anni Novanta nella quale la comicità popolare diventa uno strumento per interrogare la memoria storica.

La versione brasiliana, A Descoberta das Américas, debuttò nel 2005 con Julio Adrião protagonista e Alessandra Vannucci alla regia. Ventun anni dopo, lo spettacolo continua il suo percorso, forte di una lunga circolazione internazionale e di un riconoscimento significativo: il Premio Shell 2005 per la migliore interpretazione maschile.

Johan Padan fugge dall’Inquisizione e raggiunge il continente americano a bordo di una delle caravelle di Cristoforo Colombo. Incontra popolazioni di cui ignora la lingua e i costumi. Conosce la violenza della conquista, la prigionia e la fame. Sopravvive ricorrendo all’astuzia, fino a diventare una figura di riferimento per gli indigeni nella loro resistenza agli invasori.

La messinscena rinuncia quasi completamente agli oggetti. È il corpo dell’attore a definire gli spazi e a suggerire la presenza degli altri personaggi. La parola procede insieme al gesto. Il pubblico riconosce situazioni e figure attraverso piccoli segnali, spesso appena accennati.

In questa economia espressiva si concentra la forza dello spettacolo. La regia lascia spazio all’immaginazione e alla capacità degli spettatori di mettere in discussione ciò che ascoltano. Nel tempo, Vannucci e Adrião hanno modificato alcuni passaggi del racconto, rendendo più esplicito il rapporto fra la voce del narratore e le contraddizioni della vicenda coloniale.

Il centenario della nascita di Dario Fo offre l’occasione per ritornare su una delle sue intuizioni teatrali più fertili: la storia cambia significato quando viene affidata a chi normalmente rimane ai margini del racconto ufficiale. Il valore di A Descoberta das Américas sta nella precisione con cui questa intuizione è diventata pratica scenica. Alla rappresentazione si accompagna la presentazione del volume Descobrimento, che raccoglie saggi di Tania Brandão, M. P. De Paulis e Adriana Schneider, documenti visivi e un dialogo fra Julio Adrião e Alessandra Vannucci sulla loro collaborazione artistica.

 

Julio Adrião

La formazione di Julio Adrião si è sviluppata fra il Brasile e l’Italia. Dopo il diploma alla Casa das Artes de Laranjeiras, conseguito nel 1987, l’attore carioca ha trascorso sei anni lavorando con compagnie italiane impegnate nella ricerca sulle tecniche espressive dell’interprete, fra cui Teatro Potlach, Abraxa Teatro e Qabaloqua.

Da quell’esperienza deriva una concezione del teatro fondata sulla precisione del movimento e sulla relazione diretta con il pubblico. Tornato in Brasile, ha partecipato alla fondazione della Cia. do Público, formazione comica con la quale ha lavorato fino al 2002.

Il riconoscimento più strettamente legato alla sua carriera teatrale rimane il Premio Shell 2005, ottenuto per A Descoberta das Américas. Nel cinema ha preso parte a diverse produzioni, fra cui Sertânia di Geraldo Sarno, per il quale ha ricevuto nel 2021 un premio condiviso con Vertin Moura al Cine Jardim.

Adrião ha lavorato anche come regista, dirigendo spettacoli di teatro e produzioni musicali. Ha collaborato con la compagnia cilena Tryo Teatro Banda e ha partecipato a progetti di circolazione teatrale internazionale. Il suo lavoro su Johan Padan continua a richiedere la stessa disciplina fisica appresa durante gli anni italiani.

 

Alessandra Vannucci

Alessandra Vannucci ha sviluppato una ricerca nella quale la pratica della regia dialoga costantemente con gli studi teatrali. Formatasi all’Università di Bologna, ha proseguito gli studi in Brasile, conseguendo un master all’UniRio e un dottorato alla PUC Rio.

Insegna all’Escola de Comunicação dell’UFRJ, dove coordina il Laboratório de Estética e Política. Le sue attività di ricerca comprendono la storia degli artisti italiani in Brasile e le esperienze del teatro politico, con particolare attenzione all’eredità di Augusto Boal.

Autrice di saggi e studi sul teatro, ha pubblicato Crítica da Razão Teatral, Uma Amizade Revelada, Un Baritono ai Tropici e A Missão Italiana. Ha firmato circa trenta regie in Italia e Brasile, partecipando a progetti teatrali e di ricerca che hanno ottenuto premi e finanziamenti culturali.

La collaborazione con Adrião occupa un posto significativo in questo percorso. In A Descoberta das Américas, Vannucci affida alla presenza degli spettatori una parte della costruzione drammaturgica. Il palcoscenico rimane quasi vuoto, mentre nella mente del pubblico prendono forma caravelle e personaggi.

 


 

Realizzazione:

Istituto Italiano di Cultura di Rio de Janeiro

 


 

A Descoberta das Américas di Dario Fo, con Julio Adrião e regia di Alessandra Vannucci

 

Data: 24 novembre 2026

Orario: 18:00

Luogo: Teatro Itália – Av. Pres. Antônio Carlos, 40 / 4º piano – Centro, Rio de Janeiro (RJ)

Ingresso: Gratuito. Per partecipare, iscriviti online su Sympla