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Serie ‘Notas e Sabores’ presenta ‘Bororó’, con canzoni di Francisco Mignone

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Se la memoria avesse un ritmo musicale, non sarebbe un passo lento: sarebbe una danza rapida, piena di dettagli, capace di far sorridere e, un istante dopo, colpire nel punto giusto. Da qui nasce Bororó, allestimento della Escola de Música della UFRJ, che ritorna alla Rio de Janeiro degli anni 1950, quando il teatro di rivista era il centro della vita culturale, per riaccenderne lo spirito con umorismo, ritmo ed emozione. La presentazione segna l’inaugurazione della seconda edizione della serie musicale Notas e Sabores.

La messa in scena sceglie una leggerezza intelligente: non attenua i contrasti, li mette in gioco. Tra erudito e popolare, prestigio e necessità, la storia segue Herbert Rodgers, compositore classico che, per bisogno, accetta un lavoro in un teatro popolare e firma le proprie creazioni con lo pseudonimo Bororó. Un cambio di nome che diventa frattura e possibilità: dietro il sipario esplodono vanità, passioni e scambi di ruolo, e Herbert si ritrova coinvolto con Dolores, vedette principale, e con una compagnia che lotta per salvare il teatro in tempi difficili.

La direzione scenica è di José Henrique Moreira, con Marcellus Ferreira alla co-direzione e alla direzione del movimento. La direzione generale e la preparazione musicale sono affidate a Lenine Santos, con la collaborazione di José Sacramento e il coordinamento di estensione di Homero Velho. La produzione esecutiva è curata da Fabrícia Medeiros e André Garcez.

Con testo di Carlos Rabelo e musiche di Francisco Mignone, Bororó celebra la cultura brasiliana e la vitalità del teatro di rivista: un intreccio di lirismo, comicità e critica sociale che attraversa la musica del Novecento con memoria viva e una brillantezza sorprendentemente attuale.

 

Francisco Mignone

Francisco Mignone è una delle figure più versatili della musica brasiliana del Novecento: compositore, pianista, direttore d’orchestra e pedagogo, ha saputo far convivere la disciplina della scrittura colta con l’energia del teatro e la vivacità del mondo popolare, senza mai trasformare l’una in ornamento dell’altro.

Formatosi a San Paolo e perfezionatosi a Milano, rientrò in Brasile con un linguaggio già riconoscibile, capace di passare dal colore orchestrale alla precisione cameristica. Tra le opere più rappresentative spiccano pagine sinfoniche come Cenas da Roça e Os Sertões, ma anche lavori che mostrano la sua vocazione narrativa e scenica, come la Sinfonia do Trabalho e il balletto Quincas Berro d’Água. Accanto alla produzione ufficiale, Mignone coltivò un rapporto diretto e ironico con la musica urbana: firmò alcune creazioni con lo pseudonimo Chico Bororó, gesto che rivela non una fuga d’identità, ma una curiosità intellettuale rara e un orecchio aperto al presente.

Il riconoscimento del suo percorso arrivò anche attraverso premi e onorificenze: nel 1959 vinse il Premio Saci per la miglior composizione, nel 1972 ricevette il Premio Fundação Bunge e l’Ordem do Rio Branco, e nel 1979 il Golfinho de Ouro dello Stato di Rio de Janeiro. Mignone resta, ancora oggi, un autore che unisce gusto, invenzione e mestiere: un classico nel senso più vivo del termine.

 


 

Realizzazione:

Istituto Italiano di Cultura di Rio de Janeiro

Escola de Música da Universidade Federal do Rio de Janeiro

 


 

Serie ‘Notas e Sabores’ presenta ‘Bororó’, con canzoni di Francisco Mignone

 

Data: 27 marzo 2026

Orario: 12:00

Luogo: IIC Rio de Janeiro – Av. Pres. Antônio Carlos, 40 / 4º piano – Centro, Rio de Janeiro (RJ)

Ingresso: Gratuito. Per partecipare iscriviti online su Sympla