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Dal Teatro Stabile di Torino, ‘Lu Santo Jullàre Françesco’, con Matthias Martelli

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Una voce sola attraversa la scena e si moltiplica. Diventa corpo, folla, racconto. In Lu Santo Jullàre Françesco, di Dario Fo e Franca Rame, Francesco d’Assisi torna davanti al pubblico come figura viva, scomoda, capace ancora di accendere domande sul potere, sulla povertà, sulla pace e sul rapporto con il mondo.

Diretto e interpretato da Matthias Martelli, lo spettacolo sarà presentato il 21 luglio all’Istituto Italiano di Cultura di Rio de Janeiro. La data si inserisce in un anno carico di risonanze: nel 2026 ricorrono gli ottocento anni dalla morte di San Francesco, i cento anni dalla nascita di Dario Fo e i dieci anni dalla sua scomparsa.

Il lavoro è coprodotto dal Teatro Stabile di Torino, Teatro Nazionale, e dal Teatro Stabile dell’Umbria. È inserito nel programma delle celebrazioni per i cento anni dalla nascita di Dario Fo, promosse dalla Fondazione Fo Rame. Dopo il debutto nazionale del 22 maggio 2026 al Teatro Cucinelli di Solomeo, lo spettacolo aprirà la programmazione del Teatro Gobetti di Torino il 4 ottobre 2026, giorno dedicato al patrono d’Italia, che proprio dal 2026 tornerà a essere festa nazionale.

Fo scrive quest’opera due anni dopo il Premio Nobel per la Letteratura. La motivazione del riconoscimento lo colloca nella tradizione dei giullari medievali, capaci di deridere il potere e restituire dignità agli oppressi. Da qui nasce l’incontro teatrale più naturale: il giullare Fo racconta il giullare Francesco.

Il Francesco che appare in scena non ha la fissità dell’immagine devota. È un uomo ribelle, coraggioso, radicalmente fuori dagli schemi della convenienza. La sua scelta di povertà diventa atto concreto. La sua idea di pace conserva una forza politica. Il rispetto per il mondo, al centro della rivoluzione francescana, arriva al presente con una chiarezza che non chiede ornamenti.

Martelli costruisce un monologo a più voci. In scena c’è un solo attore, ma davanti allo spettatore prende forma un affresco brulicante di corpi, personaggi, accenti. Il comico scivola nella poesia, il grottesco apre improvvisi spazi malinconici, la risata resta tagliente. La prova richiede presenza fisica, precisione vocale e fiducia nella forza nuda del teatro.

La nuova edizione fonde le due versioni scritte da Fo: quella del 1999 in lombardo veneto, con una giullarata in napoletanesco, e quella del 2014 in volgare del centro Italia, tra umbro, toscano e marchigiano. Martelli ne ricava una partitura linguistica che attraversa idealmente la penisola. Lombardo veneto, napoletanesco, volgare centrale e grammelot si intrecciano in un arazzo sonoro dove ogni parola sembra nascere dal corpo prima ancora che dalla bocca.

Per Martelli, il testo di Fo non è un monumento da conservare sotto vetro. È un organismo vivente da abitare e interrogare, secondo la stessa lezione dei giullari medievali. In questa idea sta il centro dello spettacolo: non ripetere Fo, ma lasciarlo agire dentro una nuova voce.

 

Matthias Martelli

Matthias Martelli, nato a Urbino nel 1986, è attore, drammaturgo, scrittore e giullare contemporaneo. La sua formazione attraversa il teatro fisico, la tradizione della Commedia dell’Arte e la lezione di maestri come Dario Fo ed Eugenio Allegri. Con Il Mercante di Monologhi supera le trecento repliche e ottiene diversi premi nazionali, tra cui il Premio Alberto Sordi, il Premio FNAS, il Premio Locomix e il Premio A L’Avogaria Venezia. Costruisce così un rapporto con il pubblico fondato su ritmo, presenza e precisione del gesto.

Il riconoscimento più ampio arriva con Mistero Buffo di Dario Fo, diretto da Eugenio Allegri, portato sui palcoscenici italiani e internazionali. In quel lavoro Martelli affina una qualità rara: stare solo davanti alla sala e far comparire una comunità intera, senza scenografie protettive, affidandosi al corpo, alla voce e alla combustione della parola.

In Lu Santo Jullàre Françesco, Martelli torna alla lingua teatrale di Fo e Rame con una responsabilità diversa: non custodire un repertorio, ma riattivarlo. Dario Fo, Premio Nobel per la Letteratura nel 1997, e Franca Rame hanno portato il teatro italiano fuori dai salotti, verso la piazza, la fabbrica, il conflitto. Qui la loro voce torna in un santo che ride con i denti stretti.

 


 

Realizzazione:

Istituto Italiano di Cultura di Rio de Janeiro

Teatro Stabile Torino

Teatro Nazionale

Teatro Stabile dell’Umbria

 


 

Teatro Stabile di Torino presenta ‘Lu Santo Jullàre Françesco’, con Matthias Martelli

 

Data: 27 luglio 2026

Orario: 18:00

Luogo: IIC Rio de Janeiro – Av. Pres. Antônio Carlos, 40 / 4º piano – Centro, Rio de Janeiro (RJ)

Ingresso: Gratuito. Per partecipare, iscriviti online su Sympla